GAS REFRIGERANTI, PIÙ VOCE AL COMPARTO: IN PRIMO PIANO FORZA, TRASPARENZA E LEGALITÀ
Protagonisti silenziosi della vita di ogni giorno, indispensabili per il funzionamento degli impianti che migliorano il nostro benessere in estate, i gas refrigeranti rivestono un ruolo cruciale nel delicato processo di transizione ecologica regolamentato da norme sempre più stringenti. Sono diverse le sfide che il settore deve affrontare, ma oggi può contare su una maggiore forza istituzionale. Ne parliamo con Marco Lorusso, Coordinatore della Commissione Gas Refrigeranti di Assogastecnici/Federchimica.
Il recente passaggio da Comitato a Commissione Gas Refrigeranti rappresenta un momento importante per il vostro gruppo di lavoro. Che significato ha questa evoluzione e quale valore strategico assume all'interno dell'Associazione?
Il passaggio da Comitato a Commissione rappresenta, innanzitutto, un riconoscimento della crescente importanza assunta negli ultimi anni dal comparto dei gas refrigeranti. Questa evoluzione nasce dalla volontà di attribuire al gruppo un ruolo più politico e manageriale rispetto a quello del Comitato, nato con una funzione prevalentemente tecnica, rafforzandone le capacità di rappresentanza istituzionale
È infatti fondamentale che un ambito in costante evoluzione normativa come quello della refrigerazione, soggetto a vincoli sempre più orientati verso la decarbonizzazione e l’economia circolare, possa esprimersi in modo forte e autorevole, condividendo la propria posizione con le istituzioni nazionali ed europee. In questo scenario, la Commissione si propone di garantire una rappresentanza unitaria e sempre più incisiva a tutta la filiera.
Oltre ad approfondire gli aspetti tecnici, la Commissione definirà dunque le linee guida strategiche del settore, favorendo il dialogo con gli stakeholder e collaborando attivamente alla costruzione del quadro normativo. Si tratta di segnali che ratificano la raggiunta maturità di un comparto chiave per la transizione ecologica, capace di dare un contributo concreto alla riduzione delle emissioni attraverso gas a basso GWP (Global Warming Potential), anche tramite la diffusione di buone pratiche di recupero e rigenerazione.
Attraverso il proprio supporto politico e la partecipazione a momenti di confronto cruciali, la Commissione si impegnerà infine a fare sistema per promuovere un mercato sostenibile, trasparente e fortemente orientato all'innovazione.
Tra le questioni più rilevanti per il comparto continua a esserci il fenomeno delle importazioni illegali di gas refrigeranti. Quanto è esteso oggi questo problema e quali sono i principali impatti sul mercato e sulla filiera?
Il fenomeno delle importazioni illegali di gas refrigeranti rappresenta oggi una delle principali criticità in Europa. L'adozione di regolamenti sempre più stringenti per fermare l'uso di sostanze ad alto impatto climatico ha spinto diversi soggetti a cercare scorciatoie per aggirarli. Questo avviene principalmente introducendo sul mercato prodotti non conformi o privi delle necessarie autorizzazioni per fare il loro ingresso in UE: attività che si configura come illegale compromettendo anche gli obiettivi della normativa europea
Alla base di questo mercato nero vi è una complessa dinamica legata ai costi di transizione tecnologica. Sebbene i vecchi gas debbano essere progressivamente sostituiti da alternative di nuova generazione più ecologiche, l'adozione di queste ultime non è semplice: richiede spesso l'adeguamento o la completa sostituzione degli impianti esistenti. Di fronte a investimenti così importanti, molti operatori cercano di continuare a utilizzare i vecchi prodotti per risparmiare. Si genera così una forte domanda di gas obsoleti, alcuni dei quali ormai banditi o utilizzabili solo entro limiti rigidissimi, che vengono immessi nei circuiti aggirando le norme e senza alcuna autorizzazione, alimentando un mercato parallelo sempre più difficile da contrastare
L’impatto sull’ambiente di questo fenomeno, che rischia di vanificare gli sforzi globali del Green Deal europeo, è notevole. A fare le spese di questa situazione sono inoltre le aziende virtuose, come quelle associate ad Assogastecnici, che investono nel rispetto delle regole, della sicurezza e della sostenibilità, lavorando in sinergia con i Ministeri e le Istituzioni Europee. Questa massiccia concorrenza sleale si traduce, infatti, in un ingente danno economico, a cui si aggiungono rischi per la sicurezza dovuti all'uso di gas non certificati e trasportati in contenitori non idonei. Non solo. Nel nostro Paese il problema è particolarmente serio: oggi stimiamo che il mercato illegale rappresenti ormai tra il 30% e il 50% dei volumi totali circolanti.
A confermare la gravità di questa situazione è un recente Report della EIA (Environmental Investigation Agency), una nota ONG con sede nel Regno Unito, da cui emergono i motivi che rendono così critica la situazione dell’Italia. La sua vulnerabilità si deve, innanzitutto, all’accessibilità geografica, che la rende un naturale snodo per le merci illegali provenienti da rotte come il Nord Africa, Malta e i Paesi Balcanici. In secondo luogo, il nostro Paese rappresenta uno dei mercati di consumo e produzione più importanti d'Europa nel settore del freddo: la stragrande maggioranza dei costruttori di impianti di condizionamento e di refrigerazione commerciale e industriale è infatti concentrata sul territorio nazionale, in particolare nel Nord-Est. Questa situazione rende ancora più prioritaria, per noi, la lotta all'illegalità: solo un mercato trasparente e regolamentato può garantire condizioni di concorrenza eque, tutelare la sicurezza dei lavoratori e favorire una reale innovazione verso gas a minor impatto ambientale.
Quale contributo intende offrire la Commissione Gas Refrigeranti per contrastare questo fenomeno e supportare una maggiore legalità nel settore?
La Commissione Gas Refrigeranti intende agire come anello di raccordo tra le imprese, le Istituzioni e le Autorità di controllo. Il nostro primo obiettivo è portare all'attenzione dei decisori pubblici le criticità del settore, ma anche migliorare la tracciabilità dei gas. A tal fine, negli ultimi mesi abbiamo promosso, anche grazie al supporto di Assogastecnici/Federchimica, diversi incontri istituzionali volti a favorire l'adozione e il miglioramento di strumenti sempre più efficaci per contrastare le importazioni illegali: come la Banca Dati F-Gas, istituita dal Ministero dell'Ambiente. Questa piattaforma, unica a livello europeo, prevede che ogni vendita da parte di un distributore e ogni utilizzo da parte di un manutentore vengano registrati. A oggi, tuttavia, viene utilizzata solo parzialmente e non sempre in modo corretto: un nostro impegno prioritario è proprio quello di promuoverne la piena e adeguata applicazione come strumento di controllo e trasparenza.
Parallelamente, stiamo lavorando con determinazione per diffondere una solida cultura della legalità, sensibilizzando installatori e utilizzatori finali. Tanti professionisti, ad esempio, acquistano in buona fede prodotti non conformi perché accompagnati da documentazioni falsificate. Diventa perciò vitale promuovere una forte campagna di informazione affinché tutta la filiera comprenda l'importanza di approvvigionarsi esclusivamente tramite canali autorizzati e sicuri.
A peggiorare il quadro c'è il nodo delle sanzioni, ancora deboli. Sebbene di recente le pene sull'acquisto e la vendita di gas illegali siano state riviste al rialzo nel nostro Paese, sono ancora insufficienti rispetto a quanto richiesto dalla Commissione Europea, che esige misure molto severe, fino a cinque anni di reclusione. Attualmente, infatti, la normativa italiana prevede un massimo di un anno o semplici multe pecuniarie. Per arginare realmente questo fenomeno serve un'azione sinergica e decisa che combini il rafforzamento della Banca Dati, l'inasprimento delle pene e una stretta collaborazione con gli organi preposti ai controlli, come l'Agenzia delle Dogane e i Carabinieri del NIPAF. Sebbene l'attività di vigilanza sia recentemente migliorata, c'è ancora moltissimo da fare: solo facendo rete e rafforzando la collaborazione tra tutti gli attori della filiera potremo tutelare l'ambiente, la sicurezza e le imprese che operano nel rispetto delle regole.
Guardando ai prossimi mesi, oltre al tema dell'illegalità, quali saranno le priorità della Commissione Gas Refrigeranti e gli ambiti su cui concentrerete maggiormente il vostro lavoro?
Nei prossimi mesi, la nostra prima grande priorità sarà accompagnare l'intero settore verso l'attuazione del nuovo Regolamento F-Gas, che ha ridefinito profondamente il mercato dei gas refrigeranti spingendo le aziende verso una progressiva transizione a minore impatto climatico. In questo scenario è fondamentale favorire il confronto tra industria, istituzioni e operatori della filiera, specialmente perché i nuovi refrigeranti alternativi presentano particolari caratteristiche, dall'elevata pressione all’infiammabilità. Molti di essi, in particolare i gas definiti naturali promossi dall'Unione Europea come l'anidride carbonica, l'ammoniaca o il propano, richiedono competenze specifiche che gli installatori non sempre possiedono. Questa transizione va quindi supportata sul piano della sicurezza: come Assogastecnici/Federchimica stiamo dunque lavorando attivamente, ad esempio collaborando con i Vigili del Fuoco.
Un altro pilastro fondamentale sarà l'economia circolare, incentrata sul recupero e sulla rigenerazione dei gas esausti provenienti dai vecchi impianti in via di sostituzione. Ci stiamo attivando per promuovere tecnologie che ne consentano il recupero e la valorizzazione: una volta analizzati e riportati a caratteristiche di purezza pari al gas vergine, possono essere rimessi in commercio, riducendo notevolmente l’impatto ambientale, garantendo la manutenzione dei vecchi impianti e dando loro una seconda vita.
Lavoreremo quindi per unire la lotta all'illegalità alla promozione di gas sicuri, efficienti e a basso impatto ambientale, che comportano, anche a livello di impianti, minori consumi energetici; consolideremo, al contempo, il dialogo con le Istituzioni Nazionali ed Europee. La nostra Commissione nasce proprio per rafforzare la rappresentanza del comparto e portare all'attenzione delle autorità le reali esigenze della filiera, contribuendo a definire politiche efficaci e realistiche per il raggiungimento degli obiettivi climatici.