PROTOSSIDO DI AZOTO

 

PROTOSSIDO DI AZOTO: GLI IMPIEGHI DI UN GAS DALLE TANTE RISORSE

Dalla medicina all’industria alimentare, passando per l’affascinante mondo dell’aerospazio e quello dell’elettronica: sono diversi gli ambiti d’uso del protossido di azoto.

Scoperta nel 1772 dal chimico inglese Joseph Priestley, la sostanza si presenta come un gas incolore e non infiammabile. Ha un odore e un sapore leggermente dolciastri ed è naturalmente presente nell'atmosfera terrestre in concentrazioni molto basse. Non è classificata come tossica, ma può diventare pericolosa ad alte concentrazioni.

A livello industriale, la sua produzione avviene principalmente attraverso la decomposizione termica controllata del nitrato di ammonio: riscaldando questa sostanza a temperature specifiche, si ottengono vapore acqueo e protossido di azoto, che viene poi purificato e stoccato come gas compresso in bombole o liquefatto in serbatoi criogenici, per trovare impiego in molti settori.

Protossido di azoto: gli impieghi di un gas dalle tante risorse

In medicina e odontoiatria, per esempio, il protossido di azoto viene utilizzato come analgesico e anestetico debole. Combinato con l'ossigeno, aiuta ad alleviare il dolore e l'ansia durante piccoli interventi chirurgici. Nel campo dell’industria alimentare trova spazio grazie alla capacità di stabilizzare le emulsioni; agisce inoltre come propellente per la panna montata spray, per creare schiume soffici e durature. Nei veicoli da corsa viene invece iniettato per aumentarne la potenza, poiché liberando ossigeno extra rende la combustione del carburante più efficiente. Per lo stesso motivo, è usato addirittura come ossidante nei motori a razzo. Gioca infine un ruolo invisibile ma cruciale anche nel settore dell’elettronica, nella produzione di semiconduttori e schermi video.

Sul fronte della sicurezza è importante, in primo luogo, raccomandare l’uso corretto del gas, evitando un uso inalatorio improprio, al di fuori delle prescrizioni mediche: infatti, anche se legalmente disponibile sul mercato per le applicazioni alimentari, la sua inalazione può causare nausea, vertigini e morte per asfissia

Occorre poi ricordare che, nonostante non sia infiammabile a temperatura ambiente, il protossido di azoto è un potente ossidante e può decomporsi violentemente a livelli termici elevati. Bisogna inoltre evitare il contatto diretto del corpo con questo gas in fase liquida per scongiurare il rischio di ustioni da congelamento. Un’esposizione prolungata o cronica per inalazione può portare a danni seri, come neuropatie, carenza di vitamina B12 e problemi al midollo osseo.